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Il tuo 5x1000

Come sostenerci


Il 5 per mille è la quota dell’imposta Irpef che lo Stato italiano ripartisce, per dare sostegno, tra enti che svolgono attività socialmente rilevanti. Non comporta costi per il contribuente e aiuta le esperienze sociali a fare sempre meglio il loro insostituibile lavoro.

I fondi raccolti con lo strumento del 5x1000 verranno utilizzati per il sostegno al lavoro e per la formazione di soggetti svantaggiati residenti nel comprensorio vastese.
Ogni anno verrà pubblicato sul nostro sito web l’importo raccolto grazie al vostro contributo ed il progetto che s’intende realizzare.

Destinare il proprio 5 per mille è molto semplice: basta compilare la sezione relativa del CUD, 730 e Unico Persone fisiche, apponendo la firma all'interno della destinazione prescelta e indicando il codice fiscale dell'ente. Nel caso in cui non venga indicato il codice fiscale, il contributo verrà ripartito tra gli aventi diritto appartenenti al gruppo di destinazione prescelto.

Per donare il vostro 5 per mille alla Cooperativa Sociale Gaia Ambiente ONLUS dovete solamente inserire nell'apposita casella il nostro codice fiscale che è 02462340692 come riportato nel fax-simile qui di seguito.

Attenzione: inserire il Codice fiscale corretto (clicca sull'esempio di modello 730 qui sotto)


Chi non presenta dichiarazioni dei redditi può ugualmente versare il 5 per mille utilizzando il modello CUD rilasciato dal proprio datore di lavoro, inserendo nell'apposito riquadro il nostro codice fiscale: 02462340692.


Il modulo CUD va poi consegnato in busta chiusa allo sportello di una banca o di un ufficio postale che provvederà a trasmetterlo all'Amministrazione finanziaria. La busta deve recare l'indicazione SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL'IRPEF, nonché il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente. Il servizio di ricezione delle scelte da parte delle banche e degli uffici postali è gratuito.

Nel caso in cui sia stata effettuata la scelta sia per la destinazione dell'otto per mille dell'IRPEF che del cinque per mille dell'IRPEF, può essere utilizzata un'unica busta recante l'indicazione SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL'OTTO E DEL CINQUE PER MILLE DELL'IRPEF.

La Cooperativa Sociale Onlus Gaia Ambiente e la destinazione dei fondi del 5x1000


La Cooperativa Gaia Ambiente persegue le finalità di utilità sociale e si avvale della collaborazione di soci lavoratori svantaggiati, ossia di quelle persone in particolari condizioni disagiate di tipo fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari, dando rilievo nell’attività lavorativa al riciclaggio e al riuso di oggetti o materiali che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento in discarica. Il mercatino degli oggetti e mobili usati “Vitanova” sita nella città del Vasto (Ch) è nato proprio per soddisfare queste esigenze e rappresenta oggi il fulcro delle attività della Cooperativa.
La Cooperativa “Gaia Ambiente” è già iscritta nell’Albo Nazionale delle Società Cooperative, istituito presso il Ministero delle Attività Produttive, ed è, a norma del D.lgs n. 460 del 1997 Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (O.n.l.u.s.) di diritto, nel rispetto della sua struttura e delle sue finalità.
Lo Stato italiano consente, con il 5x1000, di ripartire una quota dell’imposta IRPEF, a favore di enti od associazioni che svolgono attività socialmente rilevanti (ad esempio no-profit, ricerca scientifica). La scelta della quota del 5x1000 è a discrezione del cittadino contribuente, viene fatta contestualmente alla dichiarazione dei redditi e non comporta a suo carico alcun onere o costo.
Quello che chiediamo ai nostri clienti che già conoscono le nostre attività e alle persone che si avvicinano per la prima volta alla nostra Cooperativa, è quello di sostenere con il 5x1000 il nostro progetto che potenzia il coinvolgimento lavorativo dei soggetti svantaggiati aumentandone il numero degli assunti ed il monte ore lavorato ed allo stesso tempo ridurre la produzione di rifiuti con la riparazione ed il ripristino dello stato funzionale di mobili ed oggetti, contribuendo così, alla mitigazione dell’impatto antropico sull’ambiente.
L’idea nasce dalla particolare sensibilità dei soci, tutti già impegnati da anni nel volontariato e negli enti no-profit su tematiche sociali ed ambientali.
In base alla disponibilità delle risorse finanziarie provenienti dai contributi del 5x1000 e dalle donazioni liberali, è prevista la realizzazione di “laboratori di riaggiustaggio” che hanno come finalità il controllo, la pulizia e la riparazione di beni, mobili ed oggetti altrimenti destinati allo smaltimento. Il bene, una volta acquisito, verrà portato nel laboratorio per le eventuali piccole riparazioni: cuciture, smaltature, levigature, rinforzi, riparazioni etc
Nel dettaglio i laboratori di riaggiustaggio previsti saranno per:
- biciclette;
- mobili ed arredi, piccola falegnameria e restauri;
- elettrodomestici, materiale elettrico;
- ferramenta;
I laboratori di riaggiustaggio sono previsti ed incentivati dalla Direttiva quadro europea sui rifiuti (2008/98/CEE) che fornisce un quadro legislativo generale per la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti in Europa.
La Direttiva Europea inserisce la “preparazione per il riutilizzo” al secondo posto nella gerarchia di gestione dei rifiuti, dopo la prevenzione e prima del riciclaggio. Questo significa che: intercettazione, raccolta, bonifica, aggiustaggio, lavaggio, abbellimento, riuso di un bene, sono tutte parti della gestione dei rifiuti, in quanto “preparazione per il riutilizzo".
Si stima per l’attivazione di tutti i laboratori di riaggiustaggio l’avvio al lavoro stabile di almeno 4 unità lavorative composte esclusivamente da soggetti svantaggiati. I laboratori consentiranno inoltre di attivare corsi  propedeutici al lavoro dedicati ad altri soggetti svantaggiati in collaborazione con associazioni di volontariato che si occupano della tutela soggetti diversamente abili o con deficit psichico.
Trasparenza sull’uso delle risorse del 5x1000 e rendicontazione del contributo
Con riferimento ai c.d. "enti del volontariato" il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è competente a vigilare sul corretto utilizzo del 5 per mille. A tale scopo la normativa vigente, a partire dai contributi riferiti all'anno finanziario 2008, pone a carico di tutti i soggetti beneficiari del contributo - entro un anno dalla percezione delle somme - l'obbligo di redigere un rendiconto e una relazione illustrativa attraverso i quali i soggetti destinatari del contributo dimostrano l'utilizzo delle risorse ricevute.
La redazione del rendiconto e della relazione illustrativa  è obbligatoria per tutti i soggetti beneficiari del 5 per mille indipendentemente dall'ammontare del contributo percepito. La relazione descrittiva dovrà esporre in maniera chiara l'utilizzo delle somme, gli interventi/progetti realizzati e il dettaglio dei costi inseriti nel rendiconto.
Sono tenuti alla trasmissione del rendiconto, della relazione illustrativa, degli allegati – nei casi previsti – indicati nelle Linee guida per la rendicontazione, nonché copia del documento d'identità del legale rappresentante, i soggetti che per l'anno finanziario 2008 hanno percepito somme pari o superiori a 15 mila euro e - a decorrere dall'anno finanziario 2009 - somme pari o superiori a 20 mila euro. La trasmissione deve avvenire entro 30 giorni dallo scadere del termine di redazione del rendiconto.
Gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non sono tenuti all'invio del rendiconto e della relazione, che dovranno comunque redigere entro un anno dalla ricezione degli importi e conservare per 10 anni.
Il rendiconto deve essere redatto per ogni singola annualità nei limiti del contributo percepito. Possono essere inserite nel rendiconto le spese effettivamente sostenute entro i 12 mesi successivi alla data di percezione del contributo e quelle sostenute a partire dalla pubblicazione - da parte dell'Agenzia delle entrate - dell'elenco definitivo dei soggetti ammessi e degli esclusi. È però chiaro che ove, successivamente alla pubblicazione dell'elenco, si verifichino o siano accertate situazioni ostative alla corresponsione del contributo, dette spese resteranno a carico dell'ente.
Il Ministero del Lavoro, ai fini del controllo, potrà richiedere l'acquisizione di ulteriore documentazione integrativa e operare controlli amministrativo-contabili dei rendiconti anche presso le sedi degli enti beneficiari.

 
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